cos'è architettura & co.

architettura & co. è stato pensato da paolo giardiello per mettere a disposizione di tutti, in particolare dei suoi studenti, i propri scritti, ricerche e riflessioni sull'architettura. il blog contiene testi pubblicati, versioni integrali di saggi poi ridotti per motivi editoriali, scritti inediti o anche solo riflessioni e spunti di ricerche. per questo non ha un ordine determinato, non segue un filo logico, ma rappresenta solo la sequenza temporale di occasioni in cui parlare di architettura, prima di farla "parlare", come invece dovrebbe, normalmente, essere.

03 novembre 2018

interni alla città



Il nuovo spazio Apple a Milano, progettato dallo studio di architettura Foster + Partners, in linea con lo stile ideato dall’architetto britannico per il marchio, colpisce e attrae i visitatori, mostrandosi originale e innovativo ma commisurato al luogo, visibile e chiaro ma in armonia con il contesto.   
Eppure, il volume parallelepipedo in vetro strutturale, nella sua riduzione estrema di componenti e rarefazione di segni, non riesce a stupire quanto il cubo di cristallo che apparve per la prima volta, nel 2004, lungo la 5th avenue a New York, così come la scala che conduce al sottosuolo, elegante e essenziale, non colpisce né sorprende quanto quella circolare dell’Apple West 14th Street a Manhattan del 2007, per non dire dell’interno minimalista e stereometrico in fondo identico in tutto il mondo e degli appariscenti zampilli d’acqua all’esterno forse eccessivamente scenografici. 
Ciò che maggiormente distingue questo intervento è l’originale disegno della piazza e il suo impatto a scala urbana: la gradonata modifica il suolo, scavandolo, e costruisce una sorta di anfiteatro che declina verso l’accesso vetrato, definendo un luogo ospitale e disponibile all’uso pubblico. Tale cordonata, abbastanza inclinata, non costruisce vere e proprie sedute (l’altezza dei gradoni infatti è tale che le persone meno alte non toccano con i piedi comodamente a terra) eppure è sempre affollata, piena di gente che, nelle posture più originali, si impossessa del luogo pubblico per godere di un momento personale ed intimo per quanto condiviso.
Il vero merito di questo progetto è quindi quello di riuscire a costruire – a scala urbana – un luogo attrattivo, misurato e coerente con l’intorno, uno spazio dall’aspetto quasi domestico in un contesto monumentale caratterizzato dalla forte presenza commerciale, destinato prevalentemente al passeggio e che non offre particolari ambiti in cui riposarsi, raccogliersi, riunirsi o incontrarsi. 
Tale considerazione lascia intuire che il segno caratteristico dello storenon è quello di apparire ma di attrarre, non di mostrarsi ma di segnare un luogo libero e disponibile, uno spazio pubblico facilmente decodificabile per forma e aspetto, intimo e personale, da inventare di volta in volta. 
Uno spazio della città siffatto è comunemente definito “interno urbano”, non un frammento del consolidato insieme dei sistemi connettivi e funzionali che mettono in relazione le architetture, non una parte significativa del tessuto, ma un luogo funzionale e simbolico in grado di rispondere a precise esigenze della società come del singolo. 
Gli “interni urbani” sono spazi capaci di restituire un senso e una ragion d'essere alla complessa trama di relazioni sociali su cui si fonda la condivisione dei luoghi pubblici e collettivi, implicano una visione della città intesa quale portatrice di significati in quanto manufatto capace di dare forma ai contenuti espressi dalla collettività, insieme ininterrotto di spazi aperti e chiusi, di luoghi pubblici e privati, di natura e artificio.
L'apparente contraddizione della dizione “interno urbano” risiede nel frainteso senso comune dei termini in gioco dove per “interno” si intende solo ciò che è incluso, chiuso e circoscritto e per “urbano” solo ciò che è oltre l'architettura, esterno e destinato a fini pratici e funzionali. Porre in relazione tali due termini significa leggere l'ambiente antropizzato, lo spazio eletto o progettato dall'uomo dove insediarsi e vivere, come espressione concreta dei principi di abitare, delle forme di relazione sociali, come materializzazione delle tradizioni, della storia, della cultura, della memoria e della volontà di futuro dell'uomo. 
Significa cioè vedere lo spazio urbano, quello che definisce il carattere di una città, come luogo vissuto, utilizzato, non solo adeguato ai bisogni collettivi, ma rappresentativo di essi come di ogni individualità, forma concreta del sentimento di appartenenza e di radicamento, in definitiva spazio identitario e espressivo.